giovedì 14 maggio 2009

Diario del candidato (sospeso) - Giorno 5 - Dino

LIMBO- terzo giorno di occupazione, la situazione non si smuove. Stasera, alla riunione plenaria con i candidati di lista per gli ultimi aggiornamenti, Riccardo ci ha detto che, nei prossimi giorni, verrà presentato un ricorso al TAR contro la decisione dell’esclusione della lista alle prossime amministrative e che, probabilmente, farà così anche la lista di centrodestra. Dopodiché vedremo quale saranno i tempi che la corte avrà nel prendere la decisione e, soprattutto, quale decisione prenderà. In ballo ci sono alcune ipotesi, tra cui quella meno auspicabile di trovarci per un anno (fino alla primavera del 2010) un commissario nominato dal prefetto al posto di un Sindaco eletto democraticamente (ma è solo un’ipotesi). Noi aspettiamo, senza perdere di vista il fatto che, comunque vada, noi abbiamo il compito di vincere le prossime elezioni per poter mettere in pratica quel progetto di rinnovamento pensato per i prossimi 5 anni.

Stasera Liana ha portato un documento.

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

La relazione così prosegue:

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Anche qui al limbo arrivano le notizie. E riusciamo a leggere i quotidiani, ad esempio “La Repubblica” di oggi. In prima pagina c'è un intervento di Roberto Saviano il quale scrive del “coraggio dimenticato” degli immigrati che hanno dato vita a vere e proprie rivolte spontanee contro le mafie (le uniche in dieci anni). E che, con questo articolo, ci racconta una realtà molto più complessa di come spesso vorrebbero farci credere (oggi a noi, nel 1912 al congresso americano)

Dino.

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