lunedì 18 maggio 2009

Diario del candidato (sospeso) - Giorno 9 - Dino

LIMBO- settimo giorno, che tra l’altro è domenica. Ieri non ho scritto il mio diario da candidato sospeso: anche qui nel limbo il sabato sera si fa tardi, e quando sono tornato a casa non ho avuto la forza di scrivere. Spero di non aver deluso i miei due assidui lettori (il sottoscritto e l’amico del vento), ma intanto non c’era poi molto da dire. L’unica notizia positiva è che Simone è tornato da Parigi. Oggi ho saputo che domani a mezzogiorno verrà Tvl ad Uzzano per fare un servizio sulla curiosa situazione che si è creata nel nostro comune.
Scherzi a parte, tornando a quello che ci sta accadendo, penso che sarebbe opportuno che votassimo il 6 e 7 giugno o, al massimo, il 21. Credo infatti che l’aver portato 12 firme in più (o 23 nel caso della lista di centrodestra) non sia sufficiente per impedire ad un comune di eleggere i propri rappresentanti. Capisco che la legge non ammetta l’ignoranza e che se un limite è fissato l’averlo superato di poco o di molto, in teoria, non fa nessuna differenza. Però, ripensando alla norma, mi domando: quale può essere il motivo che ha spinto il chi ha scritto la legge a fissare un limite massimo al numero di firme? In questi giorni ho cercato di rispondere alla domanda e sono arrivato a queste conclusioni:

1. Per evitare che si effettuino “elezioni” prima delle “elezioni” e che una lista presenti un numero di firme così alto da:
a. Rendere “superflue” le elezioni ufficiali portando, ad esempio, un numero di firme superiore alla maggioranza assoluta degli elettori (situazione difficilmente realizzabile ma possibile, soprattutto nei piccoli comuni)
b. Influenzare il voto dell’elettore il quale, pur nel segreto dell’urna, potrebbe pensare che, visto il grande consenso ottenuto durante la raccolta delle firme, sia meglio (o più opportuno) fare quello che fanno gli altri (in gergo si chiama effetto bandwagon inteso come “montare sul carro del vincitore”. Questo penso sia anche uno dei motivi per i quali, nei giorni immediatamente prima delle elezioni, sia fatto divieto di presentare sondaggi).

2. Per evitare che qualcuno si trovi in difficoltà nella ricerca delle firme a causa della “voracità” di un candidato in sede di raccolta firme, e dunque per evitare che si ostacoli in qualche modo l’elettorato passivo.

Non mi è venuto in mente altro. Comunque sia la situazione uzzanese è questa.

• Le fasce per quanto riguarda il numero di firme da presentare per poter concorrere alle elezioni sono: dalle 30 alle 60 firme nei comuni con meno di 5000 abitanti. Dalle 60 alle 120 firme nei comuni con più di 5000 abitanti (mi sembra fino a 10000). La popolazione è determinata in base ai dati dell’ultimo censimento ufficiale.
• Il comune di uzzano contava circa 4700 abitanti quando è stato effettuato l’ultimo censimento mentre, ad oggi, conta più di 5000 abitanti.
• Il 9 maggio si sono presentate solo due liste le quali hanno consegnato rispettivamente 72 e 83 firme.

Formalmente non ci dovrebbe essere scampo: abbiamo superato il limite massimo (noi di 12 firme ed il centrodestra di 23) perciò non ci sono candidati “idonei” quindi, senza candidati, non si possono effettuare le elezioni. Ripeto, sono consapevole che, se la norma c’è, questa debba essere rispettata; non mi sembra però che il numero di firme raccolte sia così alto da far verificare una delle situazioni che ho scritto poco sopra. Non sono certo 83 firme (prendendo la cifra più alta) a determinare un “anticipo elettorale” che possa influenzare in qualche modo l’esito delle elezioni né tantomeno ad impedire a qualche altra lista di presentarsi (tant’è che non c’è stato nessuno che si è presentato con meno firme dicendo di non essere stato in grado di raccoglierle)
Inoltre, considerando che per molte cose il nostro comune viene considerato rientrante nella fascia +5000 (come, giusto per fare un esempio, per quello che riguarda i trasferimenti che provengono dallo stato centrale) e che entrambe le liste sono incorse nell’errore, sono convinto che questo sia stato commesso in buona fede, portando, tra l’altro, un numero di firme di poco superiore al minimo che i depositari ritenevano quello di riferimento.
Ora, detto questo, resta il fatto che la legge è quella, e se il TAR decidesse di respingere il ricorso avrebbe tutte le ragioni per farlo. Io comunque sono dell’idea che tra un commissario nominato ed un consiglio eletto sia meglio il secondo e perciò, quando non ci sono motivi sostanziali che impediscano il regolare svolgimento delle elezioni, una sana chiamata alle urne resti sempre la soluzione ideale.

Dino

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Perdonatemi, ma la mia domanda nasce spontanea: possibile che nessuno sia stato a conoscenza di ciò che realmente prevedeva la legge???
O meglio, chi è che avrebbe dovuto sapere e comunicare ai contendenti che la legge, nel prevedere il numero massimo di firme per presentare una lista, faceva riferimento al numero di residenti risultanti dall'ultimo censimento?
Scusate l'ignoranza e grazie per la risposta

Dino ha detto...

Ciao anonimo!Io continuo a ringraziare quelli (pochi) che commentano i post (adesso sono sicuro che almeno 3 persone leggono quello che scrivo!) ...tra l'altro la tua domanda mi sembra la più logica (diciamo che è un po' quello che si chiedono tutti, compreso il sottoscritto, dopo aver appreso la notizia).Ti invito a scaricare dal sito della prefettura di Pistoia (alla categoria elezioni),le "istruzioni per la presentazione delle candidature" (guarda "in evidenza" alla data 29 aprile). Lì ci sta la risposta alla tua domanda (il segretario comunale, penso).Nel post tuttavia pongo l'attenzione su un altro fatto: commesso l'errore (e le varie responsabilità saranno individuate nelle sedi opportune), cosa è meglio fare adesso dopo aver fatto le dovute considerazioni?La mia risposta è : andare al voto.

Dino

Stefano72 ha detto...

Mmhh...la situazione lascia perplessi...per vari motivi:
1) L'errore c'è stato, ma, onestamente, sembra veniale e quindi non vedo il motivo di tutta questa volontà di voler commissariare il comune...e poi chi sarebbe il commisario? E la giunta come viene eletta?
2) Uzzano è un piccolo comune di 5000 abitanti o poco più, peronalmente mi sono trasferito qua per lavoro da tre anni e ancora devo comprendere a fondo gli uzzanesi...ma possibile che su 5000 persone non ci sia nessuno che si sbatta un nanosecondo della politica dell'area in cui vive...? Il deserto di questo blog mi pare confermare le mie preoccupazioni...
Bhe, ora che ho aumentato del 50% le risposte a questo blog vorrei sapere se il ricorso al TAR ha poi dato dei frutti...ormai mi sono incuriosito...